Tecnica di Nuss

Nel 1998 viene pubblicata la tecnica di Nuss che ha la particolarità di non richiedere resezioni costali o sternali, né incisione nella regione mediana dello sterno.
La tecnica di Nuss o “Nuss procedure” prevede che il chirurgo faccia passare una barra metallica sotto lo sterno così da sollevarlo, ottenendo una nuova conformazione, armonica, della parete toracica.

Inizialmente, un foro d’entrata di 5 mm viene praticato lateralmente, a livello ascellare, sulla parete toracica destra, per introdurre il toracoscopio (una piccola telecamera che controlla attraverso un monitor i movimenti degli strumenti chirurgici all’interno della cavità toracica).
In base al tipo di difetto visualizzato vengono scelti a livello intercostale gli spazi di entrata e di uscita della barra. Basandosi su tali misure, vengono eseguite due piccole incisioni ai lati del torace che permettono al chirurgo di introdurre, da destra, una sonda metallica nello spazio intercostale selezionato, creando un tunnel intratoracico tra pericardio e parete posteriore dello sterno, fino a raggiungere lo spazio intercostale selezionato, sulla sinistra.
In questo tunnel viene introdotta in posizione concava, attraverso l’incisione di sinistra, la barra stabilizzatrice che viene fatta scorrere lungo il tunnel toracico fino ad uscire attraverso l’incisione destra. La lunghezza della barra è tale che solo le estremità della stessa emergono dalle due piccole ferite toracotomiche laterali; utilizzando due strumenti (“flippers”) che permettono la rotazione in sincronia di 180° della barra, la stessa viene ruotata fino ad assumere la definitiva posizione convessa tale da spingere in fuori lo sterno e correggere la deformità sternale.
Le estremità della barra vengono collocate nel sottocutaneo della parete toracica, al di sopra del piano costale. Si verifica quindi la stabilità della barra, ossia si controlla se tende a dislocarsi, nel qual caso si introducono uno o due stabilizzatori.
Lo stabilizzatore è un elemento metallico che scorre trasversalmente lungo l’estremità della barra, si appoggia sul piano costale e permette di fissare ulteriormente la barra alle coste, in modo da prevenirne eventuali dislocazioni. La barra e gli stabilizzatori vengono fissati alla parete toracica con numerosi punti a lento riassorbimento. Alla fine dell’intervento vengono chiuse con punti estetici riassorbibili le due piccole ferite chirurgiche ed, attraverso un rx del torace ancora al tavolo operatorio, viene nuovamente verificato il giusto posizionamento della barra.
L’intervento viene eseguito in anestesia generale con il supporto di un catetere epidurale, che permette di ridurre le dosi di analgesico necessario per via endovenosa, sia nel corso dell’intervento che nei primi giorni postoperatori, assicurando così la massima protezione dal dolore postoperatorio.
Questo approccio con accessi minimali permette di ridurre i tempi operatori e di degenza; molti pazienti riprendono le normali attività dopo poche settimane. La tecnica di Nuss viene applicata da oltre un decennio, inalterata nei punti cardine ma con modifiche per renderla più semplice e sicura, studiate dal team di ricerca e sviluppo del prof. Messineo, nel “Pectus Center” dell’ospedale Meyer di Firenze.


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